
La storia dell'aviazione italiana è fatta di mezzi, imprese ed eroi e l’incredibile volo da Roma a Tokyo compiuto da Arturo Ferrarin fra febbraio e maggio 1920 ne è probabilmente uno degli esempi più leggendari. La Prima Guerra mondiale, con il suo carico drammatico di 17 milioni di morti, aveva visto l’utilizzo per la prima volta degli aerei da combattimento e grande eco ebbero le incursioni di Gabriele D’Annunzio, soprattutto con il volo su Vienna. E fu proprio il Vate a lanciare l’idea di un raid aereo dall'Italia al Giappone. D’Annunzio poi rinunciò, ma da Roma Centocelle il 14 febbraio 1920 furono 11 gli equipaggi che presero il volo, compreso quello composto da Arturo Ferrarin e dal fido motorista Gino Capannini. Per volare, il pilota vicentino – sperimentatore, appassionato collaudatore e temerario amante delle manovre ardite – disponeva solo di un altimetro e di una bussola. <br />Questa è la storia di quell’impresa avventurosa, tappa dopo tappa, raccontata con la voce dell'att