
Qual'è il confine tra pace e guerra, tra un paese che si presume in tempo di pace e uno travolto dal bieco dramma della violenza? Come possiamo raccontare i confini dell'Europa oggi senza tener conto della loro complessità storica, culturale, umana? Senza tener conto della stratificazione di memorie, rivisitazione e rimozioni delle stesse. Negli ultimi tre anni ho viaggiato lungo il confine che segna lo spazio di "pace" rappresentato dalla U.E. e lo spazio di guerra rappresentato dal suolo ucraino. Seguendo il Tibisco ho cercato di raccontare queste zone di confine e narrare quei luoghi al margine in cui si fa una storia quotidiana dove la guerra apparentmente è una eco lontana ma in realtà permea ogni istante della quotidianità. Ungheria, Romania e Slovacchia si trovano a dividere il confine con la vicina Ucraina, un confine che in questi anni e stato sempre aperto ma che pochi hanno voluto realmente raccontare. E questo è il mio racconto che piaccia o meno.