
<b>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.</b> <b> E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.</b> <b> Perché fanno troppo male.</b> <b> Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.</b> <b> O perché non c’era più tempo.</b> <b> </b> <b> In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria —</b> <b> io le raccolgo.</b> <b> Sono le favole che non racconterò.</b> <b> Le dedico a voi,</b> <b> chissà, nipoti che non vedrò mai,</b> <b> ma che ho già amato con la fantasia.</b> <b> </b> <b> A voi affido questi racconti,</b> <b> come si affida un segreto al vento.</b> <b> </b> <b> E se un giorno qualcuno vi parlerà di me,</b> <b> vi prego, ricordate così:</b> <b> che avevo ancora storie da donare,</b> <b> e un cuore troppo grande per restare in silenzio.</b> <b> </b> <b> Mi chiamo Giulio Antonello.</b> <b> Questo è il mio lascito.</b> <b> Questo è il mio podcast.</b> <b> Le favole che non racconterò.”</b>