
Nel cuore di ogni assenza si nasconde una parola mai detta, un respiro trattenuto, un battito mancato. L’ultima sillaba del silenzio è un viaggio poetico tra le rovine dell’anima, un canto sospeso tra amore e perdita, tra il desiderio di appartenere e la necessità di svanire.Con una scrittura intensa e viscerale, Marcella Boccia intreccia il lirismo di Yeats, la spiritualità di Tagore e l'ardore di Neruda, dando vita a poesie che graffiano e accarezzano, evocando immagini di lune smarrite, angeli ciechi, mare che scorre nelle vene e mani che non si sfiorano più. Il silenzio diventa un personaggio vivo, un compagno che avvolge e dilania, una presenza costante nelle notti insonni e nei giorni senza battiti.Ogni poesia è un frammento di esistenza, una confessione sussurrata all’ombra di un dio assente, un elogio della distanza e della solitudine. Le parole di Boccia sono un atto di resistenza contro l’oblio, un grido che si fa eco nel buio, l’ultimo baluardo prima che il silenzio inghiott