
In una tavoletta di cotto dell’epoca di Hammurabi in Mesopotamia, rinvenuta tra le rovine di Babilonia, risalente a cinquemila anni fa, si leggeva questa osservazione, scritta da un nobile dell’epoca: “La nostra gioventù è corrotta fino all’interno, ed è molto peggiore delle generazioni passate; questa gioventù non sarà in grado di salvare la nostra cultura”. Il poeta greco Esiodo, poi, dichiarava di non avere fiducia nella gioventù della sua epoca che riteneva: “indomabile, senza freno e presuntuosa”. Lo stesso Socrate criticava quei figli egoisti che si ribellano ai genitori e, in tempi più recenti, Goethe considerava i giovani di oggi insopportabili e dichiarava: “Dimmi come si fa a sopportare l’arrogante condotta esasperante della gioventù? Non avessi anch’io, più di una volta, tenuto una condotta insopportabile, sarebbe insopportabiule davvero la gioventù”.<br />Quanto sono moderne queste affermazioni? Quante volte ci capita di ascoltare sull’autobus, nei negozi o per strada frasi