
Qui parla la volontà - e la saturazione - di un cittadino e poeta nell'Italia degli ultimi decenni. Parla il pensiero dato nella voce, cioè in un microfono opposto a quello della divina Propaganda. Propaganda con cui una superomistica e disumanizzata borghesia, anche aiutata da una polverosa aristocrazia, ha realizzato dal dopoguerra in poi la distruzione della cultura popolare e intellettuale di questo Paese (la "cultura alta", come la chiamava Gramsci: poeti, scrittori, musicisti, scultori, la lingua stessa ecc., in cui la civiltà dovrebbe allevare se stessa), per imporre la propria cultura bassa e la propria disumanità, già procedenti sulla strada della borghesizzazione iniziata con la rivoluzione industriale. Oggi questa classe, composta dai cosiddetti "poteri forti", è venuta parzialmente allo scoperto: industria, finanza, banche, ideologie nazifasciste, ideologie riformiste, tradimenti di centrosinistra, massoneria ecc. e dunque una serie di eleme